mala indiano

Il Mala indiano, tra moda e tradizione

Moda e tradizione

Ultimamente mi è capitato di  vedere al collo o al polso, indistintamente di ragazzi o ragazze, una collana o un braccialetto di fattura molto semplice, simile al Rosario delle nostre nonne, spesso composto di  perle in materiale “rustico” tipo legno. Cercando informazioni sul Web, ho scoperto che si tratta del Mala indiano, utilizzato originariamente per recitare preghiere e mantra.

Non è chiaro se tutti coloro che lo portano sanno di cosa si tratta o se lo indossano solo perché è trendy e di tendenza. Questo oggetto è carico di significati e di storia, di spiritualità e di energia e non può essere declassato a semplice accessorio modaiolo.

Ma cos’è il  Mala indiano?

Mala significa letteralmente “ghirlanda di fiori” e può essere paragonato al Rosario del culto cristiano, anche se risale ad almeno due secoli prima della comparsa del culto della Madonna. Si presenta come una collana composta da 108 grani e viene utilizzato per ripetere preghiere e mantra.MalaMa perché 108 grani? Nella tradizione indiana il 108 è un numero sacro: l’1 simboleggia la divinità, lo zero rappresenta la perfezione mentre l’8 è il simbolo dell’infinito.  Ma 108 sono anche i nomi delle divinità induiste che possono essere invocate appunto sgranando il Mala. Questo numero è inoltre considerato sacro secondo tantissime altre tradizioni religiose e molte antiche civiltà gli attribuiscono poteri esoterici. I grani possono essere anche solamente 54, 27 o 9, tutti comunque sottomultipli di 108, annodati su un filo preferibilmente di seta. Solitamente i grani sono semi di piante indiane ma possono essere di legno o di pietre semirpreziose. Al Mala sono attribuiti particolari poteri a seconda del tipo di materiale utilizzato e del suo colore poiché ogni materia è in grado di trasmettere un determinato tipo di energia.  In India il Mala viene sempre tenuto con sé, in tasca o in borsa, perché viene considerato un trasmettitore di energia positiva e non solo uno strumento di preghiera come invece accade in Occidente. In ogni Mala c’è un unico grano di forma diversa che rappresenta il punto di giunzione ed è chiamato Meru.

Il Mala va tenuto con la mano destra e si inizia a contare sempre dal Meru, senza superarlo, ma tornando indietro quando lo si raggiunge, un mantra ogni grano. Deve essere fatto scorrere tra il pollice e il dito medio, senza mai usare l’indice. Dopo ogni uso va conservato accuratamente in una apposita custodia, senza tenerlo in vista.